Centrosinistra in completo stallo
Stallo
completo. E' questa la situazione relativa all'amministrazione di centrosinistra
guidata da Giosué De Rosa. La giunta è stata azzerata prima di Natale dopo
l'ennesimo vertice infuocato di maggioranza che si è concluso con un nulla di
fatto. I popolari sono contro il sindaco, Rinnovamento è contro la sudditanza
imposta dai socialisti, questi sono contro le elezioni anticipate ma contestano
attraverso il loro leader le posizioni del sindaco. Infine Rifondazione è
contro tutti.
In
questo bailamme non si vede ancora uno spiraglio per la crisi amministrativa che
attanaglia la città. Una situazione veramente stucchevole che ha stancato
tutti, ma non i protagonisti, i quali continuano ad inseguire traguardi
personali, cercando di salvare il salvabile dallo sfascio completo.
L'ultimo
consiglio comunale, politicamente rilevante, infatti, ha visto l'astensione di
Ds e Verdi e il voto contrario di Rifondazione sui piani di Lottizzazione che
provenivano dall'assessorato all'Urbanistica retto da Santoro (Ds). A sostegno
dell'amministrazione i voti favorevoli di Udeur e Democratici. In qusto modo -
per qualche esponente di secondo piano del movimento mastelliano -, si sono
creati i presupposti per un autentico cambio di maggioranza, "che sta nei
fatti".
In
effetti che vi sia un accordo tra Polizio (Udeur) e Casillo (Sdi), per far fuori
quella sinistra che non garantisce certe speculazioni politiche, lo sanno anche
le pietre.
E
sui piani di Lottizzazzione - che rappresentano una delle ultime possibilità
date dalla legge di edificare se pure in zone commerciali per Casoria centro -
c'è stato il no di Rifondazione. Gli esponenti del partito di Bertinotti hanno
detto chiaramente che quest'approvazione sconfessa gli accordi politici della
campagna elettorale e provoca una grave frattura nell'equilibrio del
centrosinistra.
In
verità gli uomini della Rifondazione comunista casoriani, hanno intenzioni
veramente bellicose: vogliono, secondo quanto dice "Radio Comune",
lasciare la maggioranza e abbandonare quello che è stato il loro pupillo da
portare alla candidatura di sindaco. Proprio la sinistra è stata il maggiore
sponsor di De Rosa e proprio dalla convergenza delle anime di sinistra
(Rifondazione, Ds e Verdi) su De Rosa, c'è stato l'accordo con i socialisti e
con le anime di centro del centrosinistra (ovvero Ri e Ppi) che hanno in questo
modo defenestrato Graziuso che invece sarebbe, tutto sommato, andato ancora bene
per Casillo.
Nata
così, questa coalizione, ha portato in sé il germe del disfacimento. Alla
prova dei fatti, infatti, dopo un anno di governo, se forse l'immagine del
sindaco ancora si salva per la sua personalità moderata e accomodante, per le
decisioni personali prese su Tav e Piani di urbanizzazione e sistema integrato
di trasporti nonché per l'impegno a far decollare la Casoria Ambiente (che però
nei fatti resta ancora un vero fallimento operativo sul campo) il centrosinistra
non ha fatto altro che continuare a dividersi su tutto senza riuscire ad
amalgamarsi attorno al programma di governo concordato in campagna elettorale.
Ha
un bel dire, infatti, Giosué De Rosa che il "Centrosinistra soffre di un
complesso d'inferiorità" e che "quando lo avrà superato esplicherà
velocemente la sua azione di governo". Il problema è che se Rifondazione e
i diessini hanno un certo concetto dell'Urbanistica, questo non è certo
condiviso da socialisti e Ppi che forse hanno ancora qualche vecchio debito
elettorale da pagare. Certo è sull'Urbanistica che si svolge la battaglia del
potere a Casoria ed è da questo settore che si cerca e che si potrà avere il
rilancio della città.
Su
certe scelte che sono state sempre avversate, Rifondazione non avrebbe mai
potuto dire si. Vuoi perché sono il portato storico di una cultura di governo
nella quale Rifondazione non può riconoscersi, vuoi perché - speculativamente
-, nessuno dei comunisti ha mai avuto la possibilità di mettere le proprie
linee politiche al servizio di queste scelte governate sempre da altri. Ed ecco
dunque che, giunti alla scelta di una giunta di centrosinistra con un programma
prestabilito, Rifondazione si trova al cospetto di un presunto tradimento del
programma e di scelte che non fanno parte della propria cultura politica, che
pregiudica anche l'elettorato.
Allora
proprio in vista delle scadenze elettorali di primavera, gli uomini di
Bertinotti si trovano di fronte ad un bivio: appoggiare scelte che hanno sempre
aborrito o diventare la gruccia sulla quale si appoggiano alcuni potentati
locali che vogliono continuare con un certo retaggio del passato. Coerenza
vorrebbe che Rifondazione scegliesse di abbandonare la giunta - così come si
dice in giro siano pronti a fare i bertinottiani - per ritornare a fare feroce
opposizione e recuperare il rapporto con gli elettori che hanno votato per una
svolta e si trovano invece al cospetto di una possibile restaurazione.
Ma
spesso l'utilitarismo politico non va troppo d'accordo con le intenzioni
idelogiche e i programmi di governo, soprattutto se qualcuno riesce a farli
dimenticare all'elettorato.