Crispano - Ristrutturato il vecchio comune di piazza Trieste e Trento. Tra un mese riaprirà di nuovo le porte al pubblico ma con nuova destinazione d'uso: gli uffici sanitari. Da anni abbandonato perchè pericolante è stato completamente ristrutturato al costo di circa 600 milioni di lire.
Nel frattempo l'ente comunale, dopo un lungo peregrinare, si è dotato di una più moderna e funzionale sede in via Fossa del Lupo. Nella vecchia sede di Piazza Trieste e Trento saranno, così, ospitati i servizi sanitari essenziali per i quali i Crispanesi sono costretti a recarsi, da anni, presso gli sportelli dei presidi dei paesi limitrofi. Finirà, finalmente, il calvario delle tante persone anziane e delle tante mamme costrette a percorrere chilometri a piedi per poter usufruire di un diritto "negato". Nel nuovo centro, tra i servizi di rilievo ci sarà la Guardia Medica, il Consultorio familiare, il Centro di medicina preventiva, di pediatria e geriatria e, naturalmente, il servizio vaccinazioni.
A breve sarà spostata qui anche la biblioteca comunale (coordinatore è stato nominato il professore Eduardo Roccatagliata) che dovrà assicurare, quale centro promotore di cultura, anche una risposta in termini culturali ai tanti giovani della cittadina.
«Una risposta alle molteplici esigenze della cittadina quella del poliambulatorio - commenta l'assessore alla sanità dottor Sossio Casaburi - in forza delle sempre crescenti esigenze della cittadina alla quale si cerca di assicurare una offerta di servizi sempre più ampia e dettagliata. Avvieremo, presto, nuove campagne di prevenzione e di informazione sanitaria che, già in passato, hanno dato eccellenti risultati e che ha interessato oltre il 50% delle donne (dai 35 anni in su) nell'azione di prevenzione dei tumori condotta in collaborazione col Distretto Sanitario 68».
Con la cerimonia di inaugurazione si conta di riparare anche il vecchio orologio che fa bella posa sulla torre dell'edificio, simbolo della ripresa delle attività di questa laboriosa cittadina.
Crispano
- L'ondata di criminalità che ha caratterizzato il '99 non tende ad arrestarsi,
anzi sembra in netta ripresa come confermano gli allarmanti dati di questi primi
giorni di inizio millennio. Le forze dell'ordine schierano in campo i blindati.
Ma, tanto per cambiare, a cadere nella "rete" sono sempre gli stessi,
i poveri lavoratori, gli operai e, i tanti giovani, che si vedono elevare
contravvenzioni per infrazioni al codice della strada.
E
i criminali? Agiscono, nel frattempo, indisturbati, a poche centinaia di metri,
perpretando furti, rapine, scippi, armi in pugno, in pieno giorno. La gente è
stanca e chiede seri e capillari interventi di prevenzione e di repressione da
parte delle forze dell'ordine, in primis dei carabinieri che hanno una stazione
sul territorio, inaugurata pochi mesi fa con solenne cerimonia e con
l'intervento del generale comandante dell'Arma, Blasi.
«Certamente
non è con un posto di blocco (che pur fanno fare "bella figura" con i
superiori) che si fermano i criminali - esordiscono le esasperate
"vittime" delle ammonizioni stradali - la criminalità si annida
altrove, ben dovrebbero saperlo le forze dell'ordine, visto che certi fatti si
consumano sotto gli occhi di tutti».
La
gente viene aggredita per strada e ha paura di uscire. I negozianti sono sotto
pressione; la clientela teme per la propria incolumità e il settore va in
crisi. In pieno giorno si consumano scippi, rapine a mano armata, specie a
carico di automobilisti e giovani motociclisti; un'anziana donna, dopo essere
stata immobilizzata nella propria casa, è stata derubata di tutto, in pieno
giorno.
Si
può, in effetti, tracciare una mappa dei punti "caldi" a Crispano
come a Cardito dove la zona della S.S. Sannitica 87 e le traverse limitrofe di
via Turati, le Masserie Slai e Sollo, e alcune aree di Carditello rappresentano
il terreno di caccia dei malfattori. Non si contano più i furti e le rapine
d'auto e moto fatti con la solita tecnica, quella del cavallo di ritorno. In
effetti, il ladro si preoccupa di lasciare visibili tracce perchè la vittima
possa recuperare, in giornata, la propria vettura. Ci sono anche delle tariffe,
ormai note: da 500 mila a un milione per uno scooter o una vespa, da 1 a 5
milioni per un'autovettura. E i carabinieri, cosa fanno nel frattempo, si chiede
la gente esasperata. «Elevano contravvenzioni?» rispondono i più audaci.
«Possibile
che non sanno come individuare questi criminali che agiscono sotto gli occhi di
tutti? Eppure noi vittime riusciamo, in poche ore, a trovare la nostra vettura!»,
dicono i cittadini stanchi perchè «è perfino ridicolo denunciare il fatto per
evitare di imbattersi nell'indifferenza e la rassegnazione di chi raccoglie
l'esposto e ti dice: “lei è il °simo”. "Sa, il personale è ridotto e
la macchina è impegnata per altri servizi" e non si rende conto che chi ha
subito tale violenza, offeso nella propria dignità di uomo e di cittadino,
pretende giustizia».
Centinaia,
quindi, i reati che restano impuniti e centinaia i reati che non vengono nemmeno
più denunciati. E le promesse fatte dai tanti graduati e politici all'atto
dell'inaugurazione della nuova caserma? E' pur vero che le forze dell'ordine
sono "ammanettate" da una magistratura e da leggi troppo garantiste
che non assicurano una vera giustizia - che sembra tutelare più i criminali che
le loro vittime - ma è altrettanto
vero che il piccolo crimine va punito come il grande se non si vuole ammettere
un fallimento dello Stato e dei suoi tutori.
«Siamo
territorio di nessuno», proseguono i cittadini che si chiedono se non sia
giusto difendersi da soli. Dopo lo smantellamento delle grandi bande del
territorio che, comunque controllavano l'ondata di crimine forestiero, Cardito,
Crispano e Caivano, sono diventate terra di nessuno dove, dalle zone a rischio
di Afragola, Caivano, Frattamaggiore, Secondigliano si riversano i criminali per
fare sciacallaggio di questo territorio. Per fortuna c'è Caivano che funge da
forte baluardo garantendoci dall'invasione della criminalità dell'agro aversano
e del casertano. E la classe politica? Perchè non interviene? Alla belle parate
sono sempre tutti in prima fila. Così, oberati di impegni e di lavoro, le forze
dell'ordine si riducono, spesso, a svolgere un ruolo di "burocrati della
giustizia".